
Il percorso di Astra passa per il trasferimento tecnologico
Nel racconto delle attività di Astra ci siamo soffermati finora su panoramiche inerenti due work packages del progetto: il primo, incentrato sulle tecnologie hardware, e il secondo, più orientato al software.
C’è un terzo work package (WP3), importante quanto i primi due: si chiama Technology Transfer and Impact Management, l'insieme delle strategie finalizzate a gestire il trasferimento tecnologico e l'impatto di Astra sulla filiera spaziale e sul territorio.
All’interno del progetto il WP3 è finanziato per 900mila euro, utilizzati principalmente per garantire un’adeguata professionalità di figure specializzate. Sono infatti tre le unità di personale assunte per lo scopo, oltre a più di 30 lavoratrici e lavoratori che già sono impiegati nelle organizzazioni coinvolte all’interno del partenariato.
Il WP3 si disarticola in tre direttrici principali: Protection and Valorization of Intellectual Property, Supply chain development and spin- off creation e Ensuring the ethical use of new technologies.
“Il trasferimento tecnologico delle competenze costituisce un elemento essenziale per favorire l'innovazione e lo sviluppo economico, specialmente in progetti ad altissimo contenuto tecnologico come quello del settore Spazio”, afferma l’avvocato Kiran Prestia, assunta nel contesto di Astra per coordinare la protezione, la gestione e la valorizzazione della proprietà intellettuale e industriale.
Il processo non si limita alla semplice cessione di tecnologie, ma include la predisposizione delle condizioni d'uso delle licenze, la tutela della proprietà intellettuale e industriale. Inoltre, essa rappresenta un'opportunità di crescita per università, istituti scolastici, imprese e investitori, incentivando il progresso e l'innovazione economica.
“In una fase preliminare, è cruciale identificare e analizzare le tecnologie sviluppate, determinandone la paternità, il processo di creazione e la finalità - afferma Prestia - nel contesto del progetto Astra, sono stati siglati patti di riservatezza e convenzioni all’interno del partenariato al progetto per garantirne il coordinamento rispetto agli obiettivi da raggiungere, alle tempistiche e alla rendicontazione delle tecnologie prodotte".
“A questa fase seguirà poi la stipula di accordi attuativi specifici, che definiranno nel dettaglio ruoli, responsabilità e modalità operative per lo sfruttamento e la protezione delle tecnologie sviluppate, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la massima trasparenza nella gestione e nel trasferimento dei risultati”, evidenzia la giurista.
Poi c’è lo sviluppo e la protezione dei risultati ottenuti dalle tecnologie prodotte. Parliamo dei cosiddetti foreground, ossia i risultati conseguiti con l’attività di ricerca, e in particolare quelli a carattere originali tali da poter esser proteggibili dai diritti di proprietà intellettuale. In altre parole i risultati di proprietà intellettuale conseguiti durante l’esecuzione delle attività progettuali.
Questi possono essere ceduti o concessi in licenza a pagamento o a titolo gratuito: “È fondamentale che ciascun affiliato al progetto promuova la valorizzazione dei risultati della ricerca e dei dati ad essa connessi, garantendone un libero accesso nel minor tempo possibile e con il minor numero di restrizioni, nel rispetto dei principi di Open Science e FAIR Data e di quanto specificamente concordato tra le parti in materia di gestione della proprietà intellettuale”.
Nello scenario di progetto, poi, l’accesso gratuito ai risultati di proprietà intellettuale non è solo formalità, ma diventa cruciale per garantire la sinergia tra i partner, e consentire loro di integrare le rispettive competenze e accelerare lo sviluppo di prodotti innovativi.
La formalizzazione della gestione della proprietà intellettuale è importante per garantire una cessione corretta e trasparente della titolarità o in alternativa dell'accesso gratuito ai risultati. “Se attuato in modo efficace, il trasferimento tecnologico rappresenta un ponte fondamentale tra ricerca e innovazione, trasformando i risultati scientifici in prodotti e servizi innovativi. Questo processo non solo genera valore tangibile per le organizzazioni coinvolte, ma alimenta l'intero ecosistema di riferimento, promuovendo crescita economica, sostenibilità e competitività su scala sistemica - conclude Prestia - il percorso intrapreso costituisce un’iniziativa di rilevante complessità, caratterizzata da un articolato framework operativo che richiede tempistiche adeguate, un impegno costante e una pianificazione strategica accurata”.
Gli obiettivi di crescita dell’intero ecosistema tecnologico e socio-economico sono tra le le caratteristiche principali dell’ecosistema Vitality, di cui Astra è uno dei dieci spoke. Risultati misurabili e obiettivi da raggiungere: il percorso di Astra è ancora lungo, ma gambe e testa per percorrerlo ci sono.